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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Attaccamento disorganizzato tra adattamento e frammentazione

Forse dovremmo ripensare alcune teorie ce lo impone non solo la clinica udita alle sedute, ma l’evidenza stessa: ormai il “genitore nero” non è un dato statistico identico a quarant’anni fa, dunque le teorie sull’attaccamento debbono essere ripensate e stu­diate con prospettive differenti (Bowlby, 1988). Oggi esiste altro: esiste una condizio­ne iper alienante del genitore che favorisce l’esordio di altre dinamiche complesse nei figli, e i due grandi modelli di attaccamento descritti originariamente non risulta­no più sufficienti a spiegare la complessità clinica attuale (Bowlby, 1969). Inoltre gli studi di neuroscienze affettive attestano una condizione di vigilanza e adattamento che sono ancora tutti da verificare in termini di contemporaneità (Siegel, 1999; Scho­re, 2001). La figura del “genitore nero”, intrusivo, punitivo, apertamente minaccioso, che ha fatto da sfondo implicito a molta teoria dell’attaccamento classica, oggi non è più statisticamente dominante come lo era quaranta...