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Visualizzazione dei post da giugno, 2025

Il corpo come campo di battaglia in chi non ha parole

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di Antonio Di Giorgio, psicologo Introduzione Il corpo umano rappresenta un complesso sistema di registrazione e comunicazione della sofferenza psicologica, particolarmente in quei casi in cui l'esperienza traumatica supera le capacità di elaborazione verbale. Questo saggio integrato unisce: L'analisi neuroscientifica dei meccanismi di somatizzazione La prospettiva clinica sui disturbi trauma-correlati La dimensione narrativa delle storie individuali Attraverso un approccio transdisciplinare che spazia dalla psicotraumatologia alla neurobiologia dello sviluppo, esamineremo come il trauma, specialmente quello precoce, si iscrive nel corpo modificandone la fisiologia e diventando un linguaggio alternativo alla parola. Nel silenzio di certi pazienti, soprattutto bambini, adolescenti o persone con un vissuto traumatico profondo, il corpo diventa un messaggero indiretto, un linguaggio alternativo, un campo di battaglia dove si manifesta ciò che non può esse...

"Il gatto, il mojito e le risposte che non arrivano (per fortuna)"

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di Anthony  C’era una volta un’estate. E dentro quell’estate, c’ero io: camicia sbottonata, pensieri appesi, scarpe di tela impolverate e una playlist che mi faceva sentire più interessante di quanto fossi davvero. Mi aggiravo tra messaggi lasciati a metà, gli inviti improvvisi e le domande che non cercavano risposta.E lì, tra un mojito molto annacquato e l’ennesimo "vediamoci e basta", mi sono chiesto: "E se il vero senso dell’estate fosse il suo stesso non-senso?" Perché l’estate non vuole definizioni. Le relazioni non sono né vive né morte, ma solo abitate da sguardi, da mezze frasi, da "ci sentiamo dopo" che forse diventano domani, o mai. È la stagione in cui anche l’ambiguità ha il suo fascino. Dove puoi desiderare qualcuno senza doverlo spiegare. Dove puoi non sapere cosa vuoi... e sentirti lo stesso pieno. Come il gatto di Schrödinger, anche io ero vivo e morto allo stesso tempo. Vivo di slanci e impulsi, morto di noia esistenziale quando apriv...

Venerdì, estate, relazioni e... carte emotive (una rubrica da ombrellone in stile confessione maschile)

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  Venerdì, estate, relazioni e... carte emotive (una rubrica da ombrellone in stile confessione maschile) Venerdì pomeriggio. L’asfalto ribolle sotto sandali troppo eleganti per la spiaggia, ma troppo logori per una cena formale. Eppure li si indossa, come ogni estate, come una promessa non mantenuta: quella di non farsi trovare impreparati, né dalla vita né dal desiderio. Si cammina lenti, mentre intorno coppie, famiglie, gruppi di adolescenti abbronzati si godono il miraggio della pausa estiva. Ma in testa si affaccia una domanda che brucia più del sole di mezzogiorno: perché certi uomini temono così tanto la propria vulnerabilità? Nello spazio protetto della relazione d’aiuto, lo raccontano in mille modi: “Non voglio sembrare debole”, “Se parlo delle mie emozioni, poi mi allontanano”, “Ho paura che mi considerino meno uomo”. E ogni volta si vorrebbe mostrare loro quel mazzo che si tiene nascosto: le carte emotive . Non hanno semi né figure, ma emozioni archetipiche: Paura, ...

“E se le anime avessero un filo?”

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  Una riflessione (quasi sentimentale) sulla nostra rivista: LetramedellanimA Mi chiedevo, l’altro giorno, se le anime potessero tessere lettere. Lettere come nodi, come ricami. Come quei pensieri che, una volta scritti, smettono di graffiare dentro. O almeno si fanno più leggeri. Così è nata LetramedellanimA , con quella A finale maiuscola che fa il verso alla grammatica ma dà voce al cuore. Un anno fa, tra un caffè troppo freddo e una riunione troppo lunga, qualcuno — forse io, forse noi — ha avuto il coraggio di sussurrare: e se facessimo una rivista che non sembri una rivista? Non una collana di articoli patinati, ma un luogo. Un luogo vero. Dove psicologia, umanità e narrazione non fossero solo parole, ma trame . Trame di storie, di ferite, di pensieri scomodi, di domande sospese. “Allo specchio dell’anima” , “Quando una donna, quando un nome…” , “La pausa fra musica e fede” . Titoli nati da vite vere, da riflessioni silenziose fatte mentre si correggono compiti o si asco...