Quando l’Intesa Manca: Dialogo, Equilibrio e Paure Radicate
Molti comportamenti che oggi possono apparire egoici o narcisistici in realtà trovano le loro radici in
infanzie segnate da traumi, abusi o trascuratezza. È più la paura di soffrire che induce a scappare dalla relazione, piuttosto che un narcisismo patologico diffuso. Studi su attaccamenti insicuri evidenziano come esperienze traumatiche infantili possano influenzare negativamente la qualità delle relazioni adulte, generando modalità ansiose o evitanti di connessione (PMC10689713, PubMed15567020, Frontiers in Psychiatry 2024). Una conseguenza diretta è la difficoltà a regolare le emozioni, con risposte intense o confusione emotiva, soprattutto nei momenti di intimità. Tuttavia, la ricerca mostra anche che la percezione di un supporto sociale — dal partner, dalla famiglia o dagli amici — può mitigare questi effetti e favorire una maggiore soddisfazione nelle relazioni romantiche (PMC11795211, Frontiers in Psychiatry 2024).
Le testimonianze cliniche e riflessive confermano questa prospettiva: le esperienze infantili plasmano il modo in cui gli individui vivono l’intimità, i confini e la vicinanza emotiva. Come sottolineano discussioni online e studi, chi ha subito abusi in infanzia tende a mostrare più evitamento o ansia nelle relazioni adulte, con un impatto significativo sulla qualità della relazione e sul benessere psicologico.
Quando manca intesa, dunque, spesso non si tratta di disinteresse superficiale ma di ferite profonde e di dialoghi mancati. Sradicare queste dinamiche richiede consapevolezza della propria storia, dialogo autentico, capacità di ascolto, supporto professionale per elaborare traumi, e la creazione di progetti condivisi che rinforzino l’intesa. Coltivare l’equilibrio con rispetto e presenza reciproca diventa allora la chiave per trasformare la paura e la distanza in connessione e armonia.
Il DSM-5 definisce il Narcisismo Patologico attraverso:
Grandiosità (fantasie di successo illimitato, bisogno di ammirazione)
Sfruttamento degli altri (Criterio A, DSM-5, 2013).
Studi longitudinali (Ronningstam, 2016) mostrano come questi tratti spesso mascherino una ferita narcisistica originata in infanzie trascurate o ipercritiche, dove l’amore era condizionato alla performance.
Ma mentre il narcisista "evita" per paura del rifiuto (Kernberg, 2018), chi ha attaccamenti ansiosi può aggrapparsi al partner in modo disfunzionale (PubMed15567020). Entrambi i profili condividono una difficoltà a regolare le emozioni, con reazioni intense a minacce percepite (Frontiers in Psychiatry, 2024).
Il narcisismo - è bene ricordarlo - è un fenomeno complesso che può essere analizzato sia come tratto psicologico individuale sia come tendenza culturale. La tua domanda tocca due aspetti importanti: la realtà del narcisismo oggi e la sua possibile interpretazione come manifestazione di psicosi. Ecco una riflessione strutturata:
Narcisismo patologico vs. tratto normale :
Il
narcisismo, in psicologia, esiste come spettro. Da un lato, è un tratto
di personalità comune (autostima, sana ambizione), dall’altro, quando
diventa eccessivo, può configurarsi come Disturbo Narcisistico di Personalità (NPD), caratterizzato da grandiosità, mancanza di empatia e bisogno di ammirazione.
Contesto culturale:
Sociologi come Christopher Lasch (La cultura del narcisismo,
1979) hanno descritto come la società moderna, soprattutto con
l’avvento dei social media, incentivi comportamenti narcisistici
(selfie, ricerca di like, personal branding). Questo non è psicosi, ma
un adattamento a un ambiente che premia l’autopromozione e
l’individualismo.
Narcisismo e psicosi: distinguere i concetti
La psicosi implica una perdita di contatto con la realtà (deliri, allucinazioni), mentre il narcisismo patologico rientra nei disturbi di personalità. Tuttavia, in casi gravi, il narcisismo può avere tratti paranoici (per esempio, sentirsi perseguitati da critiche), ma non è di per sé una psicosi.
Importanti sono gli studi di Kernberg e la teoria psicodinamica: Otto Kernberg ha teorizzato che alcuni disturbi di personalità (incluso il narcisismo maligno) possano avvicinarsi a dinamiche psicotiche, ma si tratta di casi estremi, non della norma.
Perché il narcisismo sembra più diffuso oggi? Oggi si parla di più di salute mentale, quindi il narcisismo è più riconosciuto, ma non è necessariamente più frequente. C’è un effetto dei social media molto amplificato: piattaforme come Instagram o TikTok possono amplificare tratti narcisistici, ma questo non equivale a un’epidemia di psicosi. Piuttosto, è un fenomeno di ipersensibilità al giudizio e frammentazione dell’identità.
Fonti per approfondire:
DSM-5 (criteri per il NPD)
Christopher Lasch, La cultura del narcisismo
Otto Kernberg, Borderline Conditions and Pathological Narcissism

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