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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Specchi dell’anima: l’alterazione del

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Nel riflesso di uno specchio antico l’immagine sembra sdoppiarsi. È ancora la nostra, o è già altra? Ci guardiamo e non sempre ci riconosciamo. Il Sé, come una superficie fragile, può incrinarsi. A volte basta una perdita, un trauma, un giudizio, un rifiuto. Altre volte la frattura è più sottile, insinuata nel tempo e nella cultura che abitiamo. Il DSM-5 (American Psychiatric Association, 2013) colloca le alterazioni dell’identità nel quadro dei disturbi dissociativi, descrivendole come una disgregazione della normale integrazione di coscienza, memoria, percezione del corpo e senso di continuità del Sé. È la condizione in cui la persona sperimenta di essere “divisa”, di osservare se stessa dall’esterno, di vivere in una scena senza più sentirsi parte dell’azione. Il Sé diventa allora una presenza intermittente, come una voce che si interrompe o un riflesso che sfugge. Negli anni Novanta la psicologia clinica si trovò davanti a una nuova epidemia silenziosa: i disturbi alimentari. L’...

Gli UFO e l’anima del cielo. Una lettura junghiana del mito modern

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  Nel 1958 Carl Gustav Jung pubblica Ein moderner Mythus. Von Dingen, die am Himmel gesehen werden ( Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo, Bollati Boringhieri, 1961), un saggio breve e controverso, apparso negli ultimi anni della sua vita. In un’epoca segnata dalla guerra fredda, dalla corsa allo spazio e dal diffondersi degli avvistamenti di “dischi volanti”, Jung affronta il tema non come fenomeno astronomico, ma come espressione psichica e simbolica dell’inconscio collettivo. L’interrogativo da cui muove è profondamente psicologico: “Che cosa accade all’uomo moderno quando proietta nel cielo immagini che lo affascinano e lo spaventano al tempo stesso?” (Jung, 1958). Il simbolo circolare e la totalità perduta Jung osserva che le descrizioni degli UFO ricorrono con sorprendente costanza alla forma circolare o sferica, figura archetipica della totalità psichica. Il cerchio, nella psicologia analitica, è il simbolo del Sé, centro e sintesi dell’individuo (cfr. Psicologi...

Americani, Comunisti e Fascisti. Il Secolo Breve dell’indignazione

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  C’è stato un tempo in cui l’indignazione era una forma di nobiltà. Nel Secolo Breve, così Eric Hobsbawm chiamò il Novecento (Hobsbawm, Il secolo breve, 1994),  essa tracciava il confine tra chi dormiva e chi vegliava, tra l’indifferenza e la coscienza. Ma oggi, quando indignarsi è considerato un eccesso, un fastidio o un "problema di carattere", occorre domandarsi che fine abbia fatto quella passione civile che attraversava i secoli come un fuoco sacro. Gli Americani la chiamarono “outrage” un termine che conteneva insieme rabbia e senso del giusto. I Comunisti la chiamarono “coscienza di classe”, e i Fascisti la manipolarono fino a trasformarla in odio collettivo. Tre modelli diversi, tre antropologie morali, tre risposte psicologiche al trauma della modernità. L’indignazione come cura e come veleno L’indignazione, nella sua forma più pura, nasce dall’incontro fra la percezione dell’ingiustizia e l’idea di poterla trasformare. È una risposta morale, non solo emotiva: un “n...
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  L’arte di restare umani (mentre tutto intorno si spegne) Quando la connessione continua diventa una forma di erosione interiore di Antonio Di Giorgio Abstract: Viviamo in un mondo in cui il confine tra lavoro e vita personale è sempre più sottile. Riceviamo email nel cuore della notte, rispondiamo a messaggi nel weekend, ci sentiamo vivi solo se restiamo connessi. Ma la psiche non è fatta per reggere la continuità. Restare umani, oggi, significa reimparare a proteggere i propri tempi, il silenzio, e l’anima stessa dalla frenesia del mondo. C’è un momento, nei nostri giorni, in cui si avverte che qualcosa di invisibile si è incrinato. Non è un rumore, ma un’assenza. È la perdita della lentezza, dello spazio interiore, del diritto al silenzio. Oggi si vive come se tutto fosse urgente. Lavoriamo, rispondiamo, reagiamo. E anche quando il corpo chiede tregua, la mente resta in modalità online . Non è raro ricevere — in piena notte o nel fine settimana — email di lavoro, messag...