Oltre il Portale: Abduction, Mondi Paralleli e la Costruzione della Fanta-Storia. Una Prospettiva di Psicologia Religiosa e Parapsicologia
Abstract
Il fenomeno delle abduction (rapimenti alieni) rappresenta un crocevia epistemologico unico, in cui l’esperienza soggettiva del trauma incontra la costruzione culturale del mito. Lungi dall’essere un mero prodotto della psicopatologia o della fantascienza, la narrazione abductionista si configura oggi come una "fanta-storia" operativa: una teogonia personale e collettiva che utilizza l’armamentario tecnologico dei "mondi paralleli" per riarticolare domande classiche della psicologia religiosa (sofferenza, elezione, aldilà). Questo articolo analizza il fenomeno attraverso un triplice focus: 1) le corrispondenze strutturali tra i resoconti di rapimento e i viaggi sciamanici nell’Altro Mondo; 2) i recenti studi di parapsicologia e psicologia cognitiva sul ruolo della paralisi nel sonno e dei test proiettivi; 3) il dibattito contemporaneo sulla natura degli “entità ibride” tra demonologia e xenologia, con particolare attenzione ai controversi protocolli di ricerca del chimico italiano Corrado Malanga. La tesi centrale è che l’abduction funzioni oggi come un vero e proprio rito di iniziazione post-moderno, in cui il rapito (o experiencer) diviene il profeta di una nuova cosmogonia.
1. Introduzione: La Necessità di una "Fanta-Storia"
La psicologia del paranormale ha da tempo abbandonato la dicotomia "vero/falso" per abbracciare l’analisi della credenza come processo cognitivo . Se negli anni ’80 il rapimento alieno veniva letto esclusivamente come sindrome da falsa memoria o suggestione ipnotica, la ricerca contemporanea — influenzata dagli studi di Jeffrey Kripal — propone un paradigma radicalmente diverso: queste esperienze sono "reali" nelle loro conseguenze psichiche e nella loro funzione di rivelazione religiosa .
Nasce qui il concetto di fanta-storia. Non fantasia come opposto di realtà, ma fantastico come genere narrativo che diventa veicolo di verità psicologiche profonde. L’individuo rapito non inventa consapevolmente; piuttosto, attinge a un inconscio collettivo popolato da archetipi che, oggi, non parlano più il linguaggio dei grifoni o delle fate, ma quello degli ibridi genetici e delle dimensioni parallele .
2. Mondi Paralleli e Accesso all’Altrove: Un’Analisi Transculturale
Le ricerche etnopsicologiche di Marco Maculotti (2018) evidenziano una corrispondenza quasi perfetta tra le architetture dei rapimenti moderni e quelle del folklore tradizionale . In entrambi i contesti, l’accesso all’Altro Mondo è mediato da un portale: un tumulo fatato per i fairies, un fascio di luce o un tunnel per l’ufologo.
Parallelismo strutturale:
Corpo: Lo sciamano viaggia in "corpo astrale", lasciando il corpo fisico in stato di trance. Analogamente, molti abductees riportano la sensazione di essere "corpo e spirito" separati, con il corpo fisico immobilizzato (spesso nel letto) e la coscienza trasportata altrove .
Ambiente: Le grotte cristalline del dio Baiami nella tradizione australiana trovano un esatto corrispettivo nelle sale operatorie aliene illuminate da una "luce diffusa senza sorgente" descritte da rapiti messicani negli anni ’80 .
Questa continuità morfologica suggerisce l’esistenza di un inconscio topologico universale. L’abduction non crea nuovi spazi, ma riveste di una nuova estetica (tecnologica, asettica) spazi archetipici antichi.
3. Nuove Frontiere della Psicologia e Parapsicologia
3.1 Il Modello Neurobiologico: Paralisi nel Sonno e Abduction
Uno degli studi più recenti nel campo della psicologia cognitiva (Gunter, 2026) ribadisce il ruolo della paralisi nel sonno REM come substrato fisiologico dell’esperienza di rapimento . Lo sleep scientist Matt Walker (UC Berkeley) descrive la paralisi REM come un’interruzione del meccanismo di atonia muscolare: la coscienza si risveglia, ma il corpo rimane paralizzato. In questo stato di vulnerabilità, il cervello — per colmare il vuoto percettivo — costruisce una presenza .
Tuttavia, è fondamentale notare che la spiegazione neurobiologica non smentisce l’esperienza, ma ne descrive il medium. Come osserva la psicologa Louise Goddard-Crawley, "le allucinazioni ipnagogiche sono modellate da credenze culturali e fattori psicologici individuali" . La domanda si sposta quindi dal "cosa ha causato il fenomeno" al "perché il fenomeno assume questa specifica forma narrativa".
3.2 Test Proiettivi e Profondità dell’Inconscio
Un approccio metodologico innovativo è rappresentato dall’uso dei test proiettivi (Rorschach, TAT) sugli experiencer. Secondo recenti analisi, i soggetti che riportano abduction mostrano punteggi significativamente alti nelle scale relative alla paura del controllo esterno e alla perdita dei confini dell’Io . Questi dati non provano la realtà oggettiva degli alieni, ma dimostrano che la narrazione abductionista è psicologicmente densa: non un banale artefatto suggestivo, ma un linguaggio simbolico coerente per esprimere un disagio esistenziale profondo .
4. Psicologia Religiosa e la Teodicea del Trauma
L’apporto più significativo agli studi sulle abduction proviene oggi dalla psicologia della religione. Travis Dumsday (2025) analizza l’opera di Whitley Strieber, autore di Communion, come il paradigma di una nuova spiritualità post-secolare .
Strieber, rapito nel 1985, non interpreta la sua esperienza come un semplice incontro con extraterrestri, ma come un rapimento iniziatico. Il trauma fisico (la famigerata sonda anale) diviene nella sua ermeneutica non una violenza insensata, ma un significante di trasformazione. Dumsday definisce questa operazione come una teodicea del trauma: il male viene reinterpretato come strumento di evoluzione spirituale collettiva. Jeffrey Kripal ha definito Strieber un "autore dell’impossibile", paragonando i suoi testi alla letteratura mistica classica .
Questa è l’essenza della fanta-storia religiosa: la sofferenza personale viene riscritta all’interno di una cornice cosmica. Non sei stato violentato; sei stato prescelto. Non sei impazzito; hai visto oltre il velo della realtà tridimensionale.
5. Corrado Malanga e la Svolta "Teologica": Tra Parapsicologia ed Esorcismo
Nessuna analisi delle nuove frontiere sarebbe completa senza affrontare il lavoro del chimico italiano Corrado Malanga, figura controversa e polarizzante. I testi di Malanga (2007, 2011) rappresentano il punto di massima tensione tra parapsicologia sperimentale e psicologia religiosa .
5.1 Il Protocollo di "Dicotomizzazione Animica"
Malanga, attraverso sedute di ipnosiregressiva, sostiene di aver identificato all’interno del corpo umano non uno, ma tre entità: Corpo, Anima e Spirito. Per Malanga, gli alieni non sono visitatori fisici provenienti da altri pianeti, ma parassiti energetici (Lux, o "luce") che si agganciano alla componente animica dell’individuo .
La sua tecnica di "liberazione" consiste nel mettere in contatto la parte cosciente (Anima) con l’entità parassita, per poi espellerla con un "atto di volontà". Malanga stesso riconosce la somiglianza macroscopica di questo processo con il rito dell’esorcismo cattolico. La differenza sostanziale, a suo dire, risiede nello stato del soggetto: in ipnosi profonda, il soggetto è paralizzato e non può danneggiare fisicamente l’ambiente, a differenza del posseduto durante l’esorcismo tradizionale .
5.2 La Fanta-Storia come Cabala
Nel saggio Genesi (2007), Malanga compie un ulteriore salto: utilizza i resoconti dei suoi abductees per riscrivere la storia della creazione, reinterpretando la Cabala ebraica . Secondo i suoi soggetti in trance, il Demiurgo non è Dio, ma l’"Uomo Primo" (Adamo), un essere immortale che, non potendo sperimentare la morte, crea gli alieni affinché facciano esperienza per lui .
Implicazione: Malanga trasforma la parapsicologia in teologia sperimentale. Il mito non è più una allegoria da interpretare, ma una cronaca letterale di eventi accaduti in altre dimensioni, accessibile solo attraverso stati alterati di coscienza.
Questa deriva ermeneutica, sebbene priva di validazione scientifica tradizionale, è estremamente significativa per la psicologia religiosa: dimostra come la "fanta-storia" possa diventare un’ontologia operativa a tutti gli effetti.
6. Conclusioni
Lo studio dell’abduction nei suoi rapporti con i mondi paralleli e la fanta-storia rivela la straordinaria plasticità della psiche umana. Di fronte all’inspiegabile, l’individuo non si limita a subire passivamente l’evento, ma lo narra. E nel narrarlo, lo trasforma.
La psicologia religiosa del XXI secolo è chiamata a prendere sul serio queste narrazioni non come prove di visitatori extraterrestri, ma come documenti spirituali. Che i "grigi" esistano o meno è una questione che esula dalla competenza dello psicologo. Ciò che rientra nella sua giurisdizione è il fatto che milioni di persone, in tutto il mondo, stanno costruendo il proprio rapporto con il sacro utilizzando i mattoni della fantascienza. L’abduction, in definitiva, è il sogno di una religione nata dall’era atomica: una gnosi senza Dio, una rivelazione senza Scritture, un mito che si crea in tempo reale davanti agli occhi dei ricercatori.

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