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Famiglia disfunzionale e incidenza suicidaria in età adolescenziale Un'analisi narrativa tra ricerca scientifica e testimonianze - il silenzio che uccide

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di Antonio Di Giorgio, Psicologo L'adolescenza è tradizionalmente descritta come un periodo di tempesta emotiva, di passaggi iniziatici, di prime volte. Ma per un numero crescente di giovani italiani, questa fase della vita si trasforma in un tunnel senza via d'uscita. I numeri, quando si parla di suicidio adolescenziale, hanno il potere di gelare il sangue: secondo il report CNR-IRPPS del 2023, quasi un adolescente su due (il 44,9%) ha pensato almeno una volta al suicidio. Dietro queste percentuali si celano storie di ragazze e ragazzi che non ce l'hanno fatta, ma anche – e soprattutto – storie di famiglie che non sono riuscite a essere quel porto sicuro di cui i figli avevano disperatamente bisogno. Perché se è vero che il malessere giovanile ha radici multiple, è altrettanto vero che la famiglia, quando è disfunzionale, può diventare il terreno fertile in cui quel malessere attecchisce e cresce. La famiglia come specchio rotto La famiglia dovrebbe essere, nelle migliori ...

Oltre il Portale: Abduction, Mondi Paralleli e la Costruzione della Fanta-Storia. Una Prospettiva di Psicologia Religiosa e Parapsicologia

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A bstract Il fenomeno delle abduction (rapimenti alieni) rappresenta un crocevia epistemologico unico, in cui l’esperienza soggettiva del trauma incontra la costruzione culturale del mito. Lungi dall’essere un mero prodotto della psicopatologia o della fantascienza, la narrazione abductionista si configura oggi come una "fanta-storia" operativa: una teogonia personale e collettiva che utilizza l’armamentario tecnologico dei "mondi paralleli" per riarticolare domande classiche della psicologia religiosa (sofferenza, elezione, aldilà). Questo articolo analizza il fenomeno attraverso un triplice focus: 1) le corrispondenze strutturali tra i resoconti di rapimento e i viaggi sciamanici nell’Altro Mondo; 2) i recenti studi di parapsicologia e psicologia cognitiva sul ruolo della paralisi nel sonno e dei test proiettivi; 3) il dibattito contemporaneo sulla natura degli “entità ibride” tra demonologia e xenologia, con particolare attenzione ai controversi protocolli di ri...

Il paradosso della forza fragile: emozioni, vulnerabilità e la riscrittura della mascolinità

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1.Il termine "fragilità", storicamente connotato in senso negativo e antitetico ai canoni della mascolinità egemonica (Connell, 2005), sta subendo un'urgente riconcettualizzazione. Nella contemporaneità, caratterizzata da precarietà economica, fluidità relazionale e crisi dei modelli tradizionali, la capacità di riconoscere, integrare e gestire la propria vulnerabilità emerge non come deficit, ma come componente cruciale di un più ampio set di competenze emotive necessarie per il benessere e l'adattamento (Brown, 2010). Questo articolo si propone di analizzare come le soft skill emotive – intese come abilità di consapevolezza, regolazione ed espressione delle emozioni – possano fornire un framework per riconfigurare la fragilità maschile, trasformandola da stigma a risorsa per navigare la complessità identitaria odierna. 2. Il modello tradizionale di mascolinità, imperniato sull'invulnerabilità, sull'autosufficienza e sul controllo emotivo, si rivela sempre pi...

Vivere, amare e non capire l'amore: l’enigma affettivo nell’epoca contemporanea

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Vivere e amare sono verbi che intrecciano l’esistenza umana in un tessuto di esperienze fondamentali. Eppure, nel nostro tempo, sembra essersi allargata una frattura profonda tra l’atto dell’amare e la capacità di comprenderlo. Amiamo, desideriamo, ci leghiamo, soffriamo per amore,  ma spesso ci sentiamo spaesati di fronte alla complessità dei nostri stessi sentimenti e delle dinamiche relazionali che creiamo. Questa incomprensione non è un semplice vuoto di conoscenza, ma un sintomo caratteristico della modernità liquida, come definita dal sociologo Zygmunt Bauman, in cui i legami tendono a essere “fluidi”, precari e sostituibili. Viviamo l’amore, ma fatichiamo a decifrarne il linguaggio, le regole implicite e le contraddizioni. Alla radice di questa incomprensione vi è, in primo luogo, una crisi dei modelli. I racconti tradizionali sull’amore – quello romantico, passionale ed eterno, o quello stabile e istituzionale – sono stati scardinati dalle rivoluzioni sociali ...

Attaccamento disorganizzato tra adattamento e frammentazione

Forse dovremmo ripensare alcune teorie ce lo impone non solo la clinica udita alle sedute, ma l’evidenza stessa: ormai il “genitore nero” non è un dato statistico identico a quarant’anni fa, dunque le teorie sull’attaccamento debbono essere ripensate e stu­diate con prospettive differenti (Bowlby, 1988). Oggi esiste altro: esiste una condizio­ne iper alienante del genitore che favorisce l’esordio di altre dinamiche complesse nei figli, e i due grandi modelli di attaccamento descritti originariamente non risulta­no più sufficienti a spiegare la complessità clinica attuale (Bowlby, 1969). Inoltre gli studi di neuroscienze affettive attestano una condizione di vigilanza e adattamento che sono ancora tutti da verificare in termini di contemporaneità (Siegel, 1999; Scho­re, 2001). La figura del “genitore nero”, intrusivo, punitivo, apertamente minaccioso, che ha fatto da sfondo implicito a molta teoria dell’attaccamento classica, oggi non è più statisticamente dominante come lo era quaranta...

L’Autismo come Spettro Dimensioni, Percorsi e Outcome nell’Epoca della Neurodiversità

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Autismo, Gravidanza e Fattori di Rischio: Una Visione d'Insieme Scientific

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  Il dibattito sulle origini dei Disturbi dello Spettro Autistico è un labirinto complesso, che la scienza sta esplorando da diverse angolazioni. Recentemente, l'attenzione si è focalizzata sul possibile ruolo di farmaci di comune uso in gravidanza, come il paracetamolo, generando non poca confusione e ansia. È quindi doveroso, per chi opera nell'ambito della psicologia e dello sviluppo, fare chiarezza, distinguendo le solide evidenze scientifiche dalle semplici correlazioni che affollano le cronache. Partiamo proprio da qui: come sottolineato dal neuropsichiatra Luigi Mazzone (su Vanity Fair) e da numerose review internazionali, non esiste alcuna prova di un nesso causale diretto. Gli studi che segnalano un'associazione sono per lo più osservazionali: rilevano una correlazione statistica, non un legame di causa-effetto. Il punto cruciale è il "fattore confondente": la correlazione potrebbe essere spiegata dal motivo per cui il farmaco era necessario, ...