La costruzione della felicità: dalle prospettive narrative alla dinamica psicologica del reale
Introduzione: una condizione ricercata, una definizione sfuggente La felicità rappresenta da sempre una delle mete più ambite dell’esistenza umana. Filosofi, scienziati, narratori e psicologi hanno cercato di afferrarne l’essenza, di definirne i confini, di suggerire vie per raggiungerla. Ma ad ogni tentativo, la felicità sembra ritrarsi in una zona d’ombra, più prossima all’esperienza vissuta che al concetto astratto. Un passaggio del romanzo giapponese Candy di Kyoko Mizuki, diventato virale in un recente contenuto social, esprime bene questo paradosso, lo cito in modo libero e disordinato:“Pensavo che sarei stata felice solo dopo aver ottenuto tutto quello che volevo. Ma poi ho capito: ero più felice quando stavo cercando, non quando avevo trovato.” Questo frammento narrativo intercetta un punto cruciale della riflessione psicologica: la felicità non è un possesso stabile, ma un processo dinamico che coinvolge attivamente desiderio, movimento, significato. Non si tratta quindi di r...