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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

La costruzione della felicità: dalle prospettive narrative alla dinamica psicologica del reale

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Introduzione: una condizione ricercata, una definizione sfuggente La felicità rappresenta da sempre una delle mete più ambite dell’esistenza umana. Filosofi, scienziati, narratori e psicologi hanno cercato di afferrarne l’essenza, di definirne i confini, di suggerire vie per raggiungerla. Ma ad ogni tentativo, la felicità sembra ritrarsi in una zona d’ombra, più prossima all’esperienza vissuta che al concetto astratto. Un passaggio del romanzo giapponese Candy di Kyoko Mizuki, diventato virale in un recente contenuto social, esprime bene questo paradosso, lo cito in modo libero e disordinato:“Pensavo che sarei stata felice solo dopo aver ottenuto tutto quello che volevo. Ma poi ho capito: ero più felice quando stavo cercando, non quando avevo trovato.” Questo frammento narrativo intercetta un punto cruciale della riflessione psicologica: la felicità non è un possesso stabile, ma un processo dinamico che coinvolge attivamente desiderio, movimento, significato. Non si tratta quindi di r...

E fu così che..

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  Quella sera, dopo aver messo in ordine un paio di vecchi CD e qualche libro, presi una scatola in cui ci sono vecchie foto mai messe in ordine. Ci sono delle volte in cui ti chiedi perché non rimetti a posto le cose, soprattutto le foto, perché nell'era dell'anti-innocenza, cioè oggi, le foto non hanno più quella dimensione, quella familiarità emotiva che avevano un tempo... Forse davvero il nostro passato prossimo era l'era dell'innocenza?  Ho rivisto me a ventidue 22 anni, su un muretto presso Assisi, con una sigaretta, i capelli molto crespi e una felpa a maniche corte, si c'erano quel tipo di felpe un tempo, non le ho più ritrovate. Poi ho rivisto una foto di me su un prato, avevo circa ventisei anni, lo sguardo triste, ma non sperso, neanche arrogante: mi chiedo se avessi, se ho, lo sguardo arrogante. I nostri errori sono l'occasione di riflettere o ripensare un passato imperfetto, fatto di illusioni e delusioni, di compiti scolastici rimandati  e di tele...

L’uomo solo in spiaggia: solitudine, identità e desiderio nella maschilità contemporanea

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La scena è semplice ma densa di significato: un uomo solo in spiaggia. Non legge, non parla, non osserva. Sta. Nell’epoca della performance costante, anche la vacanza sembra spesso un’esibizione: corpi scolpiti, selfie filtrati, relazioni ostentate. Eppure, ci sono uomini – in particolare over 30, 40 e 50 – che non partecipano più a questo spettacolo. Restano da soli, e non sempre per scelta. Il loro silenzio racconta di un’assenza, ma anche di un potenziale spazio interiore. Cosa pensano? Cosa sentono, davvero? La solitudine maschile è, oggi, un fenomeno sottovalutato. Secondo Michael Kimmel (2017), molti uomini, superata la soglia della giovinezza, si ritrovano in una condizione di isolamento emotivo che raramente riescono a nominare. Hanno relazioni funzionali – lavoro, figli, convivenze – ma poche connessioni intime. La spiaggia, spazio disfunzionale per eccellenza (nessun ruolo, nessun compito), fa emergere la nudità psichica: chi sono, quando nessuno mi definisce? Un dato interes...
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La vicenda di Laura Santi, attivista 50enne di Perugia, è un caso emblematico. Colpita da sclerosi multipla da 25 anni con sintomi devastanti come triplegia, epilepsia, spasticità e incontinenza, dichiarò che la sofferenza era diventata insopportabile. Nonostante un parere favorevole dell’ASL nel novembre 2024, il protocollo operativo fu ritardato, costringendola a battaglie legali.  Solo a giugno 2025 il procedimento è stato completato, e il suicidio assistito si è compiuto. La sua storia ha riacceso il dibattito nazionale sulla morte dignitosa e sulle disuguaglianze regionali nell’accesso alle cure. In Italia, il tema dell’eutanasia continua a muoversi in un delicato equilibrio tra diritto, etica e sofferenza umana. Dal 2019, a seguito della storica sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo, il suicidio medicalmente assistito è stato depenalizzato in condizioni ben precise: malattia irreversibile, sofferenza fisica o psichica intollerabile, dipendenza da tratta...

Ossessioni relazionali e tossicità affettiva: quando l’amore diventa dipendenza

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Introduzione: l’amore oltre la soglia della salute Amare può guarire, trasformare, aprire alla vita. Ma amare può anche ferire, consumare, ingabbiare. Esiste un confine, sottile ma determinante, tra l’amore sano e quello malato: quel confine si chiama ossessione relazionale. Quando la relazione diventa totalizzante, quando l’altro è vissuto come indispensabile alla sopravvivenza psichica, quando la distanza o l’incertezza generano crisi profonde, allora siamo nel territorio della dipendenza affettiva. Non è raro che queste dinamiche, inizialmente mimetizzate da passione o dedizione, evolvano in forme disfunzionali o tossiche, spesso alimentate da ferite profonde e modelli relazionali appresi nell’infanzia.   Ossessione relazionale: una forma di dipendenza invisibile L’ossessione relazionale è caratterizzata da pensieri persistenti e invasivi sul partner, da un bisogno costante di conferme e dalla paura irrazionale dell’abbandono. È una sindrome che ha molto in comune con le dipende...

Tra fiori e ricordi: un viaggio nella cucina dell’infanzia

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Ci sono momenti in cui un semplice fiore riesce a riportarmi indietro, molto indietro, fino a una cucina che ormai esiste solo nei ricordi. L’occasione? I bellissimi fiori che Anna ha condiviso, un ponte tra la sua esperienza e i miei ricordi… Non c’è più quel tempo: rimane solo un nostalgico ricordo. Ricordo bene quando, da piccolo, avrò avuto sui cinque anni, in casa si pensò di decorare le ante dei pensili della cucina; non una cucina qualunque, ma quella della mia infanzia, il cuore pulsante di una casa dove il tempo sembrava scorrere più lentamente, e ogni oggetto, ogni angolo, aveva una storia da raccontare. Era qualcosa di usuale, fare decorazioni; era quel passaggio tra cucine semplici, con credenze dal sapore antico, e quelle che si sarebbero imposte con i brand che oggi tutti conosciamo. Come si decoravano le ante? In cartoleria c’erano adesivi grandi pochi centimetri, con fiorellini bellissimi, che si potevano attaccare alle ante: allora le colle erano diverse da oggi, e ogg...

Confessioni di chi ha imparato a liberarsi dal peso del silenzio

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  Ci sono momenti nella vita in cui il coraggio si presenta in forme che nessuno ti racconta. Non è sempre un gesto eroico, non è sempre un grido forte o una dichiarazione di intenti. A volte il coraggio è semplicemente il peso che decidi di portare in silenzio. È la scelta di fare ciò che è giusto, anche quando nessuno vede, quando nessuno applaude, quando il riconoscimento si nasconde dietro lo scetticismo e la fatica. Sono Antonio, e questo è il racconto di un lungo viaggio che mi ha insegnato quanto sia difficile, eppure necessario, essere coraggiosi in un mondo che spesso ti vorrebbe invisibile. Nel mio lavoro, ho avuto tra le mani storie di fragilità, di dolore e di speranza. Ho scritto lettere, relazioni, documenti che non sono solo parole su carta, ma veri e propri scudi per chi non poteva difendersi da solo. Ho agito con rispetto, con cura, senza mai dimenticare l’etica, senza mai cedere alla tentazione di mettere me stesso al centro. Eppure, dopo ogni scelta difficile...

L’uomo deformato: quando il maschile diventa una maschera

C’è un momento, nel romanzo Il Gattopardo , in cui Tancredi — giovane, brillante, disilluso — dice allo zio: “Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi.” Ecco: il maschile contemporaneo sembra vivere in quello stesso paradosso. Da un lato, la richiesta di cambiare, di evolvere, di diventare più empatico, più consapevole, più “nuovo”. Dall’altro, una strana nostalgia, una pressione invisibile a restare virile, controllato, inattaccabile. Nel mezzo di queste due forze, l’uomo si deforma.    Non cresce: si piega . Negli ultimi decenni, sotto la spinta necessaria del femminismo, il patriarcato ha perso terreno. Ma in molti casi, anziché trasformarsi, l’identità maschile si è frantumata. E nel tentativo di essere “diverso da prima”, l’uomo ha cominciato a diventare altro da sé . C’è il maschio finto tenero, tutto sorrisi e decostruzione forzata, che però implode di rabbia trattenuta. C’è il maschio che “chiede scusa di esistere”, come dice Recalcati, e c...

L’onda lunga dell’emulazione. O cos’altro?

L’onda lunga dell’emulazione. O cos’altro? Scena muta all’orale, studenti in protesta: ribellione, disagio autentico o semplice autocelebrazione? Tre studenti. Tre orali di maturità andati in scena... nel silenzio. È successo in Veneto, tra Padova, Belluno e Treviso. I candidati si sono presentati regolarmente, hanno preso posto davanti alla commissione e, in modi diversi, hanno rifiutato di partecipare: chi leggendo un discorso contro il sistema, chi restando zitto, chi lasciando intuire che era tutto parte di un messaggio da lanciare. Per qualcuno, un grido di sofferenza. Per altri, un gesto teatrale. Per molti, una trovata destinata a fare notizia. Ma cosa si nasconde davvero dietro queste scelte? Siamo davanti a una generazione che chiede ascolto o solo a una nuova forma di narcisismo scolastico? E nel 2019? La storia di un universitario che pretendeva un 18. Il voto non è un like La scuola non è un social. Il voto non è un “cuoricino” su Instagram. Ma sempr...

L’Oroscopo Karmico tra Astrologia Evolutiva e Psicologia Transpersonale: una via simbolica per la guarigione dell’anima

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Introduzione Nella complessità dell’esistenza umana, spesso si manifesta un bisogno profondo di attribuire significato a ciò che non trova spiegazione nei modelli razionali. Da sempre, le grandi tradizioni sapienziali hanno proposto strumenti per comprendere il senso del dolore, delle relazioni, della ripetizione dei conflitti interiori. Tra questi strumenti, l’ astrologia karmica si è progressivamente imposta come un linguaggio simbolico e spirituale in grado di integrare visioni antiche e moderne. La sua intersezione con la psicologia transpersonale ne rafforza il valore terapeutico, aprendo spazi di riflessione e guarigione per l’individuo contemporaneo. 1. Le radici dell’astrologia karmica L’astrologia karmica nasce in ambito occidentale a partire dagli anni ‘70, del secolo XX,  grazie al lavoro pionieristico di Martin Schulman , autore della trilogia "Astrologia Karmica". Essa si fonda sull’idea che l’anima, nella sua traiettoria reincarnativa, mantenga memorie e ferit...